UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Caiazzo ai giovani: Gesù ci cambia in meglio

Dalla lettera alle visite agli studenti che abitano fuori diocesi, così l’arcivescovo di Matera-Irsina raccoglie la sfida del recente Sinodo
4 dicembre 2018

Si è da poco concluso il Sinodo dei giovani voluto da papa Francesco e già i primi frutti si possono cogliere nella vita ecclesiale delle diocesi italiane. A Matera-Irsina l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo scrive ai giovani una lettera, dal titolo “Gesù incontra e parla con i giovani … oggi” che si propone come pista di riflessione e crescita insieme.

Monsignor Caiazzo non è nuovo al desiderio di incontrare e confrontarsi con i fedeli più giovani. Sue sono le iniziative di andare a trovare gli studenti che vivono fuori diocesi insieme ai loro docenti, così come ha fatto recentemente con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con l’Ateneo di Bari “Aldo Moro”. L’idea è di quelle di am- pio respiro e contempla il tentativo di arginare l’emigrazione dei giovani lucani creando ponti con l’imprenditoria locale in modo che, dopo la formazione, possano esplorare realistiche possibilità di inserirsi nel tessuto d’origine. Proposta e concretezza sono le linee guida dell’arcivescovo nella consapevolezza che, in questo modo, mette a frutto il bagaglio secolare della chiesa nel campo dello sviluppo sociale.

La lettera del presule lucano si apre con una domanda agli interlocutori: «come va?». È l’atteggiamento vivo di ascolto della Chiesa materana, che esprime la voglia di mettere in guardia dalla prospettiva di paradisi artificiali ricchi di fumo e non senso, e dimostra che solo Gesù usa un linguaggio chiaro e liberante, capace di realizzare la sete di infinito che caratterizza i giovani. «L’ispirazione del messaggio ai giovani è sempre tratta dal Vangelo e la si comunica rileggendo l’incontro di Gesù con i giovani attraverso alcuni personaggi » – afferma l’arcivescovo –. «I giovani non hanno bisogno di essere indottrinati ma accompagnati ascoltando la loro vita senza offrire risposte preconfezionate. Per questo cito alcune canzoni, dietro tutti, infatti, c’è il travaglio della vita nella ricerca di Dio e le risposte si trovano quando ci si apre a Lui. In alcuni testi si trova pure la storia di una conversione personale». Monsignor Caiazzo vince la sfida, passa dall’ascolto, che pure è difficile, all’arte dell’arrivare al cuore di chi gli è innanzi, o nel caso della lettera, lo legge. Mai come oggi i giovani godono dell’ascolto ma il difficile è parlare loro facendosi udire. La provocazione che il vescovo lancia agli juniores è di riflettere su come nessuno possa avere la pretesa di possedere un cammino senza che lo si inizi, non l’avevano nemmeno due giovani come Giuseppe e Maria. Tutto nasce dal fidarsi, dalla consapevolezza che Gesù è un contemporaneo che procede “insieme”, che apre gli occhi e conferisce la forza per marciare senza indugio. Si intercetta così quello è che nel loro cuore, vale a dire il non sentirsi soli e la voglia di sperimentare la forza del partire senza paura.

«L’incontro con Gesù fa cambiare in meglio – continua monsignor Caiazzo – è necessario leggere l’umanità dei giovani, che è anche la nostra, per aiutarli a rileggerla alla luce dell’umanità di Cristo e in tal modo coglierne la divinità». L’arcivescovo di Matera-Irsina lascia aperta la porta del dialogo, ne getta continuamente le basi e le solidifica, e per questo il Servizio diocesano di pastorale giovanile ha organizzato una serie di incontri che, nelle varie parrocchie, si protrarranno per tutto il mese di dicembre aprendo il cuore e la vita all’esperienza di fede autentica, che è sempre un incontro reale.

Alfonso D’Alessio

Avvenire, 30 novembre 2018