Nei giorni scorsi, entrando in classe – tra una firma sul registro elettronico, la cattedra da attrezzare e i materiali da distribuire –, ho chiesto agli studenti se avessero letto la notizia del giorno: la copertina di Time dedicata agli “architetti” dell’Intelligenza artificiale. L’immagine, potente, mostra i ceo dell’IA come nuovi costruttori del mondo seduti su una trave d’acciaio che richiama i grandi imprenditori che, un secolo fa, hanno disegnato lo skyline di Manhattan. Da lì, quasi naturalmente, il passo è stato breve: un richiamo agli eventi fondativi che hanno plasmato la nostra storia cristiana e italiana, il senso delle rivoluzioni e dei grandi cambiamenti per poi immergerci nell’unità di apprendimento prevista. Ma è stata la risposta di Matteo a intercettare subito il cuore della lezione: «Se questi “architetti” stanno ridisegnando il mondo hanno dimenticato di gettare le fondamenta!».
In quelle parole ho ritrovato il senso profondo dell’insegnamento della religione cattolica oggi, come lo rilancia la nuova Nota pastorale della Cei che definisce l’Irc un autentico laboratorio di cultura e dialogo capace di abitare il “cambiamento d’epoca”. Educare la testa, offrendo strumenti critici per comprendere la realtà senza riduzionismi; educare il cuore, creando spazi di confronto dove interrogarsi sulla dignità umana e sui valori che orientano il vivere; educare le mani, passando dai programmi alla progettazione, dal sapere astratto alla responsabilità concreta nel territorio in rete con le famiglie e le altre agenzie educative.
Durante la lezione abbiamo utilizzato anche le nuove schede Cei sull’Islam, interrogandole con strumenti digitali che fanno uso di IA come NotebookLM. Un’esperienza che voleva anche mostrare come l’apertura alla trascendenza non sia evasione dal presente ma antidoto a ogni appiattimento tecnocratico. La prospettiva religiosa, infatti, non sostituisce altri saperi: li arricchisce, offrendo una comprensione più ampia del mondo e della vita.
Avevo portato questa classe pochi giorni prima a vedere la mostra giubilare “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”, allestita nella cripta della piccola basilica della nostra città di Macerata. Non è stato difficile con gli studenti chiedere alle schede Cei sull’Islam, attraverso NotebookLM, un confronto sulla Vergine Maria nel cristianesimo e nell’islam. Hanno scoperto una figura-ponte tra le due più grandi religioni del mondo.
In un tempo in cui la soggettività della fede rischia di essere confusa con l’irrilevanza della religione, l’Irc rimane uno spazio prezioso per scoprire, dialogare e pensare.
Essere insegnanti di Religione cattolica oggi significa proprio questo: aiutare i ragazzi a proiettarsi nel futuro senza perdere l’anima, custodendo una dimensione trascendente che crea apertura del cuore e allargamento dello sguardo.
Stefano Della Ceca, insegnante di Religione, Macerata
Avvenire, 16 dicembre 2025