“L’ultimo rapporto del Centro Studi per la Scuola Cattolica in Italia, Emergenza Educativa, è un interessante strumento di lavoro, che fotografa con grande verità e coraggio una questione molto delicata e complessa”, commenta così l’Arcivescovo di Napoli in una lettera inviata all’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università.
Dalla lettura del testo emerge come “Le sfide, soprattutto quelle culturali, vanno accolte, perché ci pongono di fronte ad una società in continuo cambiamento, che non ha bisogno solo di risposte, ma soprattutto di essere ascoltata”, sottolinea Mons. Domenico Battaglia. Un ascolto orientato a “individuare i bisogni emergenti dei giovani e delle loro famiglie, dei tanti ragazzi che abbandonano la scuola, per far fronte all’analfabetismo digitale e all’uso corretto dei dispositivi telematici, per accompagnare i genitori ad essere i primi educatori dei loro figli”.
Ne consegue l’urgenza di “una scuola di prossimità”, aggiunge Mons. Battaglia, capace di radicarsi in “un Progetto Educativo Unitario che mette insieme enti, agenzie educative, famiglie e parrocchie, e che potrebbe essere un valido tentativo per accogliere le sfide emergenti, che ci mettono di fronte a situazioni molto attuali”.
“Come credenti”, conclude il presule, “siamo certi che la voce dello Spirito saprà suggerirci le strade da percorrere e nuovi obiettivi da raggiungere”.