Il sistema delle scuole paritarie accoglie con soddisfazione gli emendamenti alla Manovra, rilanciando il dibattito sulla piena attuazione delle legge 62/2000. «La scuola paritaria è scuola pubblica – ricorda la presidente nazionale della Fidae, Virginia Kaladich –. Garantisce libertà di scelta e qualità educativa, spesso sostenuta solo dai sacrifici delle famiglie. Il buono scuola è un segnale – aggiunge Kaladich –: sostiene gli studenti delle scuole paritarie della secondaria di primo grado e del primo biennio della secondaria di secondo grado, in una fase decisiva della crescita. A 25 anni dalla legge di parità è un piccolo passo avanti, ma non basta. La vera parità si costruisce con interventi strutturali, perché la libertà educativa non resti uno slogan, ma diventi un diritto reale per tutti».
Esulta l’Associazione Articolo 26: «È un giorno importante per l’Italia – ricorda il presidente Carlo Stacchiola –. Se il “buono scuola” verrà confermato, migliaia di famiglie potranno finalmente respirare e scegliere liberamente ciò che ritengono migliore per i propri figli, come la Costituzione garantisce». Per Jacopo Coghe, presidente di Pro Vita & Famiglia, la misura varata «contribuisce all’enorme convenienza che lo Stato già ha grazie all’esistenza delle scuole paritarie». Che, ogni anno, garantiscono all’erario un risparmio di 6 miliardi di euro.
«Si tratta di un enorme passo in avanti verso la piena garanzia del diritto alla libertà di scelta educativa, un diritto inserito nella nostra Costituzione», sottolinea suor Anna Monia Alfieri, esperta di diritto scolastico. «Come si può comprendere – aggiunge la religiosa – è una misura che va a favore delle famiglie meno abbienti, contrariamente alle narrazioni consuete di chi parla insistentemente di soldi dati alle scuole dei ricchi. È chiaro che né vengono stanziati fondi per le scuole paritarie né vengono privilegiate le scuole dei ricchi: – sottolinea suor Alfieri –. Infatti, con la misura del buono scuola, sono aiutate le famiglie che sceglieranno le scuole paritarie con rette non superiori al Costo Medio Studente, di certo non quelle con rette superiori a tale costo. Si tratta, conseguentemente, di una misura che, attraverso il legittimo aiuto dato alle famiglie, darà una ventata di aria fresca a quelle scuole paritarie che a fatica continuano ad erogare il proprio servizio, spesso in territori economicamente e socialmente fragili».
Anche l’emendamento sull’Imu è salutato con favore dalle scuole paritarie. «Con questa approvazione si rimargina una ferita profonda, restituendo coerenza normativa e giustizia a un diritto costituzionale già riconosciuto e troppo a lungo disatteso», commenta il presidente di Agidae, padre Francesco Ciccimarra. «In questi anni – ricorda – alcuni provvedimenti adottati dai Governi che si sono succeduti non hanno fatto altro che alimentare un numero innumerevole di contenziosi tributari e civili, dagli esiti spesso incerti, che purtroppo hanno contribuito alla chiusura di tante scuole paritarie, limitando concretamente il diritto alla libertà di scelta educativa delle famiglie».
Per la presidente nazionale dell’Unione Superiori Maggiori d’Italia (Usmi), madre Maria Micaela Monetti e per il presidente nazionale della Conferenza Italiana Superiori Maggiori (Cism), padre Luigi Gaetani, «la norma contribuisce a superare le incertezze interpretative che hanno inciso negativamente sulla stabilità e sulla sostenibilità delle istituzioni educative, pur escludendo la possibilità di rimborso delle somme eventualmente già versate, in una prospettiva di certezza e di equilibrio dei rapporti con le amministrazioni locali». Inoltre, «la norma contribuisce così a superare le incertezze interpretative che negli anni hanno generato contenziosi e difficoltà applicative».
Per il presidente della Federazione italiana scuole materne (Fism), Luca Iemmi. l’esenzione Imu è «fondamentale» e «rappresenta un sostegno concreto alle scuole paritarie». La Fism sottolinea come «la norma approvata rappresenti un sostegno all’intero settore delle scuole paritarie e un aiuto concreto all’attuazione del principio di parità scolastica, restituendo certezza normativa e stabilità a realtà educative che operano senza finalità di lucro e che costituiscono una componente essenziale del sistema educativo nazionale».
Paolo Ferrario
Avvenire, 20 dicembre 2025