UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Uffici Cei, sfida alle dipendenze e alla solitudine

L’incontro, organizzato in sinergia tra diverse realtà, approfondisce le strategie per creare relazioni e percorsi di prevenzione
27 Novembre 2025

«Guardando la realtà dei giovani, ci siamo chiesti come accompagnarli nelle loro fatiche»: con questo obiettivo, espresso da don Riccardo Pincerato, direttore del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile, la Cei promuove il seminario di studio “Giovani e dipendenze”, che si svolgerà mercoledì 3 dicembre a Roma. Un’occasione di confronto per approfondire le dipendenze giovanili, il ruolo educativo degli adulti e le strategie per costruire relazioni autentiche e percorsi di prevenzione condivisi.

Il convegno è organizzato in sinergia dal Servizio per la Pastorale giovanile, dall’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università, dalla Caritas Italiana e dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute assieme alla Federazione italiana delle comunità terapeutiche e al Coordinamento nazionale delle comunità accoglienti. « Il percorso tra le realtà coinvolte è nato già da circa un anno – afferma don Pincerato –, partendo dai dati e dalle esperienze in atto. Andando avanti, è emersa la necessità di offrire un’occasione aperta agli operatori per approfondire alcuni aspetti che emergono in questo tempo. I giovani vivono spesso incertezze, frammentazione e mancanza di orizzonti motivanti. Il rischio di sviluppare varie forme di dipendenza da sostanze, relazioni, tecnologia o alcuni tipi di comportamenti, di conseguenza, è sempre più concreto».

Il panorama è complesso e quel che è peggio è che i giovani vivono queste situazioni sempre più in solitudine: le dipendenze, infatti, si intrecciano sovente con aspetti meno conosciuti, come le attività che non rispettano la normativa legata al “web sommerso”. Secondo la Società italiana patologie da dipendenza (Sipad), un giovane su quattro consuma sostanze e 910mila sono quelli che “si sballano” regolarmente. Oltre 160mila studenti italiani tra i 15 e i 19 anni possono essere considerati « poli consumatori », avendo fatto uso di almeno due sostanze psicoattive illegali, con un maggior consumo di cannabis associata a nicotina e alcol. Tema di cui anche a livello istituzionale si è parlato recentemente in occasione della VII Conferenza nazionale sulle dipendenze, promossa dal Governo italiano.

Il seminario promosso dalla Cei si aprirà con l’intervento del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, sul tema “Qual è l’impegno della Chiesa?”. All’inizio della giornata, saranno offerti due sguardi per conoscere più da vicino i giovani e il loro mondo: Walter Nanni, sociologo di Caritas Italiana, parlerà di “Giovani e dipendenze: uno sguardo sulla realtà”, ed Elena Marta, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, approfondirà “Il contesto giovanile e culturale”. Si alterneranno poi gli interventi dei referenti delle diverse realtà coinvolte nell’organizzazione. La terza sessione aprirà a una progettualità condivisa per avviare degli orientamenti che potranno mettere a frutto le intuizioni emerse nella giornata romana.

«Come ricordava qualche giorno fa papa Leone XIV – afferma Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università e moderatore del seminario – occorre promuovere una cultura della prevenzione e della solidarietà che aiuti a rispondere alla profonda sete di vita e di senso dei ragazzi e dei giovani. Da loro viene una grande richiesta di aiuto, ma anche l’offerta di straordinarie energie da mettere a disposizione dei loro coetanei e di tutta la comunità. È un’occasione preziosa per rinnovare l’impegno educativo, costruendo dei percorsi di libertà, grazie a un’azione congiunta sul territorio che coinvolga l’impegno di diversi soggetti», conclude Diaco.

Alberto Gastaldi

Avvenire, 26 novembre 2025