UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Save the Children: Positivo calo dispersione, ma preoccupa il peso delle disuguaglianze socio-economiche

Le risorse investite negli ultimi anni per contrastare la dispersione scolastica sono state importanti e vanno nella giusta direzione. Ma non bastano
21 Luglio 2026

“Positivo il calo della dispersione scolastica implicita ed esplicita, ma preoccupa il peso delle disuguaglianze socio-economiche sui risultati di studentesse e studenti e gli esiti delle primarie, ancora lontani dai livelli pre-Covid”. È quanto afferma Save the Children, commentando il Rapporto Invalsi 2026 che misura le competenze di bambini, bambine e adolescenti della scuola primaria e secondaria di I e II grado in Italia.

La dispersione implicita scende di 2,4 punti percentuali rispetto allo scorso anno, dall’8,7% al 6,3%. I valori vanno dal 2,5% della Valle d’Aosta al 12,6% della Campania. Inoltre, il fenomeno interessa soprattutto i minori in condizione di fragilità socioeconomica (7,3% contro il 3,7% di chi non si trova in questa condizione).
Al termine della scuola primaria poco più di 3 studenti/esse su 5 (il 63%) raggiungono il livello base di competenze in matematica. Per quanto riguarda l’italiano, alla fine della primaria il 73% di bambine e bambini raggiunge il livello base di competenze.

“I dati Invalsi mostrano ancora, nonostante il complessivo calo del dato sulla dispersione scolastica e dei divari territoriali, un impatto significativo delle disuguaglianze socio-economiche e territoriali sugli apprendimenti dei bambini e delle bambine – ha dichiarato Giorgia D’Errico, direttrice delle Relazioni istituzionali di Save the Children –. Le risorse investite negli ultimi anni per contrastare la dispersione scolastica sono state importanti e vanno nella giusta direzione. Ma non bastano. È urgente investire nella scuola in modo strutturale e continuativo, per garantire a tutte e tutti uguali opportunità educative e di crescita.

La spesa per l’istruzione non può e non deve seguire lo stesso andamento del calo demografico, ma anzi il minor numero di studenti deve coincidere con un aumento dell’offerta educativa per loro: sono necessarie politiche stabili, risorse adeguate e certe, e un sostegno costante alle scuole, affinché ogni studente e ogni studentessa possa avere le stesse opportunità di crescita e di apprendimento indipendentemente dalle condizioni socio-economiche di partenza. A partire da un potenziamento della rete di asili nido e del tempo pieno alla scuola primaria in ogni territorio”.

Accanto a questo “è necessario rafforzare le alleanze educative territoriali, valorizzando la collaborazione tra scuole, enti locali e Terzo settore per ampliare le opportunità educative, culturali e ricreative tutto l’anno, anche nei periodi di chiusura estiva delle scuole e al pomeriggio, in particolare per i bambini e le bambine che vivono nelle aree fragili del Paese. Con questo obiettivo, Save the Children ha promosso una proposta di legge, presentata in audizione alla Commissione periferie e depositata alla Camera il 24 giugno 2026, che prevede l’istituzione di presìdi socio-educativi nelle aree più vulnerabili”.

Da “SIR” del 17 luglio 2026