Carissimi studenti e studentesse,
come state? quale emozione abita nel vostro cuore in questi giorni? Manca poco all'esame che, per convenzione chiamiamo “di maturità” e il mio cuore di Vescovo chiede di voi! Siamo davvero sicuri che superare le prove scritte, un colloquio e una griglia di valutazione sarà il metro di misura della vostra maturità? Il Vangelo spesso è pieno di storie di frutti, di alberi, di semi chiamati a vivere la dinamica della maturazione, e se c'è una cosa che Gesù ci insegna sulla maturazione, é che questa è fatta di tempo, di dono e di relazioni.
«Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto». Gv 12,24 Maturare, evangelicamente parlando, ci chiede di accettare il rischio di spaccarsi, farsi terra, sporcarsi le mani, scommettere su grandi ideali. Voi siete fatti per maturare, essere colti, gustati, e donare vita!
Nessun frutto matura da solo
In questi ultimi giorni voltatevi verso i banchi dei vostri compagni. Con alcuni avete condiviso ansie, risate, compiti scoperti all'ultimo secondo, lacrime e amori. Con altri forse c'è stata qualche incomprensione. Eppure loro sono stati i vostri compagni di viaggio, di maturazione e quest'ultima non è un processo solitario, non si matura "contro" qualcuno, ma "con" qualcuno. Siete cresciuti insieme, vi siete fatti da specchio l'un l'altro. Ringraziate Dio per ognuno di loro, perché anche la persona più difficile della classe vi ha insegnato qualcosa su voi stessi. Gli
insegnanti e gli educatori: i potatori della vostra vita
Un pensiero speciale va a coloro che in questi anni hanno provato a gettare semi nel campo della vostra preziosa esistenza e come i contadini del Vangelo hanno indicato quando è il momento di potare. E la potatura fa male, taglia via i rami secchi, corregge le storture eppure, senza di loro, oggi non avreste la forma splendida che avete. Dietro ogni vostro traguardo c'è la passione silenziosa di un docente che ha creduto in voi, anche quando voi stessi non lo facevate. Per i prossimi giorni, vi lascio tre provocazioni su cui riflettere per cogliere quale artigianato è necessario per maturare: 1. Matura chi sa ringraziare: saper dire "grazie" per il cammino percorso, per gli errori fatti e per le persone incontrate è il primo segno di una mente adulta. 2. Matura chi sceglie da che parte stare: il Vangelo vi chiede di non essere tiepidi.
Non siate indifferenti dinanzi alle ingiustizie, al dolore degli altri. La vostra intelligenza e la vostra cultura renderanno la nostra terra e il mondo intero, un posto più giusto e umano. 3. Matura chi sa fidarsi: non potete controllare tutto. Affidatevi. C'è un Dio che vi ama non per i vostri voti, ma per quello che siete. La maturità evangelica è la fiducia che, dopo ogni inverno, la primavera arriva sempre.
Cari giovani vi auguro di prendere il massimo dei voti nella scuola della vita, delle relazioni e dell'artigianato umano. Vi auguro dunque una maturità artigianale, affrontando questi esami con il sorriso di chi sa di aver ricevuto tanto e la grinta di chi è pronto a dare ancora di più. Io vi accompagno con la mia preghiera e la mia benedizione. Buona "Maturazione" a tutti! Con affetto paterno.
Caltagirone, 15 giugno 2026
Il vostro Vescovo
✠ Calogero