UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Le pagelle alle università: ricerca al top in Lombardia

L’Italia è tra i maggiori “esportatori” di studenti in Europa ma non attrae allo stesso modo
29 Gennaio 2026

Il Politecnico di Milano si conferma il miglior italiano, tuttavia, rispetto all’anno scorso, perde sette posizioni in Europa e si piazza al 45esimo posto, contro il 38esimo dell’anno precedente. L’ateneo di piazza Leonardo da Vinci, nell’annuale classifica QS, raggiunge il punteggio di 84.1 su 100. I punti di forza sono in particolare i parametri relativi alla ricerca: reputazione accademica (97.4) e articoli per facoltà (94.3). Bene anche i risultati occupazionali (91.9 punti) e gli studenti in scambio in entrata (97.4) e in uscita (98.7). Tra i parametri dove invece il Poli non brilla, secondo la ricerca, ci sono il rapporto studenti-docenti (solo 15.5 punti su cento) e le citazioni per articolo di ricerca, che registra un non eccelso 24.1 su 100 punti. La seconda università della Lombardia in classifica, la Statale di Milano, è invece già fuori dalla classifica dei primi cento in Europa. Con 69.2 punti complessivi, l’Università degli studi di Milano si colloca infatti al 114esimo posto in classifica generale europea. Anche qui i punti di forza, secondo QS, sono la reputazione accademica (89.5 punti su 100), gli articoli per facoltà (82.9) e la sostenibilità (94.1). Al 136esimo posto incontriamo un altro ateneo milanese, l'Università Cattolica (63.9 punti complessivi), che però è la prima in Italia per mobilità internazionale degli studenti: cento punti il parametro degli studenti in scambio in uscita, 99.9 in entrata. L’ateneo lombardo successivo in classifica è l’Università degli Studi di Pavia (il primo non milanese), che si piazza al 178esimo posto (56.7 il punteggio), ed è in miglioramento, di 18 posizioni, rispetto al 196esimo del 2025. Buono anche qui il parametro della ricerca accademica riferito agli articoli per facoltà (94.7). Poco dopo, con 50.9 punti complessivi, ma già fuori dai primi duecento, c’è l’Università Bicocca (204esima in Europa). Al 362esimo posto troviamo l’università di Brescia che, pur totalizzando 33.5 punti in media, realizza 97,9 punti nella ricerca (per quanto riguarda gli articoli per facoltà). 388esimo posto per l’Università Vita- Salute del San Raffaele, che però fa segnare addirittura il massimo punteggio negli articoli di ricerca (cento) e 96 punti nelle citazioni per articoli. «L’Italia è uno dei motori della ricerca in Europa, con un’intensa produzione accademica - conferma infatti Nunzio Quacquarelli, fondatore e presidente di QS, in occasione della pubblicazione della classifica QS World University Rankings: Europa 2026- . Nel contempo sta rafforzando la sua impronta accademica a livello globale, offrendo uno dei più alti numeri di programmi di insegnamento in inglese in Europa, mentre il Politecnico di Milano ha fatto passi da gigante lo scorso anno entrando nella top 100 della classifica mondiale delle università QS, a testimonianza della crescente competitività istituzionale». «Tuttavia - ha osservato questo successo rivela un paradosso significativo. L’Italia è tra i maggiori esportatori di studenti in Europa, secondo lo scambio studentesco in uscita, con più università nella top 5 e nella top 50 di questo indicatore rispetto a qualsiasi altro paese. Nel frattempo, nessuna università italiana compare nella top 100 per la proporzione di docenti e studenti internazionali, a dimostrazione di un sistema che invia i talenti all’estero con più successo di quanto ne attiri. Questo squilibrio riflette un più ampio allarme demografico ed economico - ha ricordato - l’Italia ha perso quasi 100.000 laureati di età compresa tra i 25 e i 35 anni nell’ultimo decennio».

Simone Marcer

Avvenire, 29 gennaio 2026