Educare i ragazzi all’ascolto di sé. Con questo intento è nato il sussidio “Che Meraviglia!” che l’Anspi (Associazione nazionale San Paolo Italia) ha proposto per l’estate dei suoi oratori. Realizzato nell’ambito del progetto Reti in Gioco!, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è ispirato alla vicenda di Alice nel Paese delle Meraviglie, il romanzo fantasy pubblicato nel 1865 da Lewis Carroll.
Un programma che piace e che entusiasma, come racconta Valentina Zaino, responsabile del centro estivo dell’oratorio Don Bosco di Quargnento (Alessandria): «A proposito di meraviglia, condividiamo la nostra meraviglia per un’affermazione di Damiano, un bambino che, durante la preghiera, alle parole del parroco, don Mario Bianchi, ovvero: “Gesù si prende cura di voi, un po’ come fanno le vostre educatrici” ha risposto: “Allora le educatrici sono una copia di Gesù!”. Con questo carico di responsabilità, speriamo che anche la vostra estate sia una meravigliosa scoperta della missione educativa». Di fronte al movimento di popolo che l’organizzazione e lo svolgimento di un oratorio estivo mette in moto, anche i vescovi ne sono sempre più spesso coinvolti. È stato il caso dell’oratorio Santi Medici di Bernalda (Matera), dove l’arcivescovo Benoni Ambarus ha vissuto un’intera giornata e non si è sottratto alle foto di rito. L’oratorio Sacri Cuori di Sannicandro (Bari) ha invece accolto l’arcivescovo Giuseppe Satriano donandogli la maglietta e la stola dell’Anspi, nonché una copia del sussidio. A Taranto, il 24 giugno l’arcivescovo Ciro Miniero ha incontrato gli animatori del comitato zonale, in un clima di confronto e condivisione del cammino educativo e pastorale. Un’occasione per riflettere sul valore delle relazioni e sul ruolo degli oratori come luoghi di crescita e di formazione.
Nel suo intervento, ha rivolto un invito: «Continuate a stare insieme; alle vol-te costa stare insieme, ma voi continuate a stare insieme a costruire relazioni autentiche, mettendo da parte gli smartphone, che invece isolano».

L’oratorio estivo (o Grest: gruppo estivo) ha durate diverse a seconda dei contesti: si va dalle due alle cinque settimane, che in genere si svolgono fra giugno e luglio, in alcuni casi con un’appendice settembrina che può anche essere dedicata all’aiuto compiti in vista della ripresa scolastica. Le fasce di età coinvolte sono quelle dei bambini delle elementari, dei preadolescenti e degli adolescenti, ma non mancano i casi sperimentazione per i più piccoli: è quanto per esempio avviene all’oratorio San Filippo Neri di Andria, dove è stato organizzato un Grestino per i bambini fra i tre e i cinque anni, oppure a Urbania (Pesaro Urbino) che accoglie anche i bambini dell’asilo. «La funzione dei nostri oratori – chiosa il presidente dell’Anspi, Giuseppe Dessì – non è solo pedagogica e culturale, ma rispecchia lo spirito delle comunità parrocchiali, incarnando un principio di sussidiarietà che si affianca alla realtà civile. Un riconoscimento quest’ultimo, che non sottrae l’oratorio alla titolarità ecclesiale, poiché resta inserito in un progetto pastorale e di animazione sociale».
Avvenire, 23 aprile 2026