UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

La diocesi di Napoli accoglie 8 studenti palestinesi

Su iniziativa del cardinale Battaglia è stato offerto sostegno nelle strutture diocesane: partner le università locali, con alcune borse di studio
8 Ottobre 2025

Fadi ha 28 anni è di Gaza City ed è arrivato, ieri, a Napoli, dove sarà ospitato nella casa canonica della Cattedrale: vivrà qui, studierà «moda e management» e abiterà insieme ad altri giovani. Entro la fine di ottobre lo raggiungeranno altri sette studenti palestinesi che saranno accolti in altre strutture della diocesi. La Chiesa partenopea, per iniziativa del cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, apre le porte ad otto giovani per offrire accoglienza sostegno e un futuro possibile. Partner le università di Napoli, che hanno messo a disposizione alcune borse di studio per ragazzi e ragazze provenienti dalla Palestina. «È un gesto che dice chi vogliamo essere – spiega il cardinale Battaglia -. Una Chiesa che non alza muri ma apre porte, che non resta spettatrice del dolore ma si fa compagna di viaggio di chi cerca un domani possibile. Accogliere questi ragazzi – prosegue Battaglia – significa accogliere la vita che chiede di poter ricominciare ». Il progetto di ospitalità scaturisce dal sostegno che la comunità diocesana partenopea ha intrapreso, già da alcuni mesi, alla comunità cristiana, guidata da padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza. In occasione della festività di san Gennaro, il 19 settembre scorso, in un video-messaggio proiettato in duomo padre Gabriel ringraziava i napoletani e ricordava le tante vittime, soprattutto bambini.

Da allora, nelle ultime settimane, è partita una gara di solidarietà e, grazie alla generosità di fedeli, parrocchie, associazioni e realtà cittadine, la Chiesa di Napoli ha raccolto 63.500 euro consegnando un sostegno alle famiglie più colpite della Striscia, pur nella consapevolezza che questa rappresenti una goccia in una situazione di grande povertà e disagio estremo.

Intanto come primo impegno concreto c’è il tentativo di farsi casa e comunità per chi cerca soprattutto normalità che si tramuta in vita, studio e pace: «un segno concreto di fraternità che nasce dal Vangelo e che guarda al futuro con fiducia». A Napoli, l’iniziativa è stata resa possibile grazie all’adesione di tre università che hanno voluto far rete per un progetto comune: la “Federico II”, l’“Orientale” e la “Parthenope”.

L’accoglienza dei giovani palestinesi si inserisce nel più ampio progetto nazionale Italian Universities for Palestinian Students, promosso dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), in collaborazione con il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, il ministero dell’Università e della ricerca e il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme. Infine, un appuntamento per pregare per chi ancora soffre per la guerra. In comunione con papa Leone XIV, il cardinale Battaglia ha invitato tutte le parrocchie e comunità religiose della diocesi a vivere giovedì 23 ottobre una giornata di digiuno e adorazione eucaristica per la pace, come segno di prossimità a chi soffre e muore ancora a causa dei conflitti.

Rosanna Borzillo

Avvenire, 8 ottobre 2025