UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

In un libro la staffetta tra Piano Africa e l’Alleanza fra le generazioni

Nel volume la continuità di un impegno che si rinnova in modalità differenti ma con significato immutato
1 Dicembre 2025

Non è un omaggio di circostanza, ma un passaggio di consegne, con il quale si ribadisce la continuità di un impegno che si rinnova in modalità differenti e con significato immutato. L’innovazione di un tema che connoti l’attività dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in ogni nuovo anno accademico è stata introdotta dalla Rettrice Elena Beccalli all’inizio del suo mandato, in occasione dell’inaugurazione del 2024-2025. L’obiettivo di fare della Cattolica «la migliore università per il mondo, non semplicemente la migliore università del mondo» (questa l’efficacia formula coniata dalla professoressa Beccalli) ha pertanto avuto come «banco di prova» l’elaborazione e la messa in atto di un Piano Africa che così veniva presentato nel discorso inaugurale dello scorso anno: «Si tratta di una struttura d’azione […] che mira a porre il continente africano al cuore delle progettualità educative, di ricerca e di terza missione. Secondo uno spirito di reciprocità, l’Ateneo intende ampliare i percorsi per la formazione di giovani africani in loco o nel nostro paese, diventare polo educativo per i giovani africani di seconda generazione che vivono in Europa, spesso ai margini, pur rappresentando una parte rilevante del nostro futuro, nonché rendere sempre più sistematiche le esperienze curriculari di volontariato per i nostri studenti».

Queste parole si leggono ora nel volume L’Università Cattolica con l’Africa. Educazione, solidarietà, sviluppo, curato dalla stessa Rettrice per Vita e Pensiero. Il libro, che raccoglie i discorsi pronunciati durante i più significativi eventi istituzionali dei mesi scorsi, è stato distribuito in dono al termine della cerimonia di inaugurazione del 28 novembre, in modo da ribadire la coerenza tra l’anno accademico da poco concluso e quello appena cominciato. A guidare la staffetta che dal Piano Africa porta all’alleanza fra le generazioni nella trasmissione del sapere sono dunque gli interventi degli autorevoli testimoni che si sono via via succeduti nelle diverse sedi dell’Ateneo.

Il percorso ricostruito nel libro si apre con i testi risalenti al 17 gennaio scorso, quando nell’Aula Magna di largo Gemelli le prolusioni del premio Nobel per la pace Leymah Gbowee e di Ernest Aryeetey, già segretario generale dell’African Research Universities Alliance, hanno fatto seguito al discorso programmatico della Rettrice. Poche settimane più tardi, il 6 febbraio, la sede di Roma ha ospitato un’altra coppia di prolusioni, affidate rispettivamente al direttore di Medici con l’Africa Cuamm, don Dante Carraro, e al professor Carlo Torti, docente di Malattie infettive dell’Ateneo. Nuova tappa il 4 marzo a Brescia, con Firmin Edouard Matoko, vicedirettore Generale per la Priorità Africa e le Relazioni Esterne presso l’Unesco, e approdo il 13 marzo nella sede di Piacenza-Cremona con Nosipho Nausca-Jean Jezile, ambasciatrice del Sud Africa in Italia e Chair del Committee on World Food Security della Fao.

Lo sviluppo economico-sociale, le attività di sensibilizzazione e cura in ambito medico-sanitario, le frontiere dell’educazione e dell’alimentazione sono, del resto, alcune delle principali direttive lungo le quali si sta articolando il Piano Africa dell’Università Cattolica, all’interno del quale confluiscono attualmente 130 progetti presenti in 40 dei 54 Paesi del Continente.

Giulio Isola

Avvenire, 30 novembre 2025