L’intelligenza artificiale non è più solo un fenomeno marginale tra i banchi delle scuole in Lombardia. Secondo un’ indagine Ipsos realizzata per l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo con il sostegno di Fondazione Cariplo su un campione rappresentativo di 800 giovani tra i 14 e i 19 anni, di cui 350 in Lombardia, gli adolescenti sono già attivamente coinvolti nell’uso quotidiano di strumenti di intelligenza artificiale generativa come supporto allo studio.
In regione uno studente su 5 utilizza regolarmente l’intelligenza artificiale per motivi scolastici con una percentuale che raggiunge il 29% tra i ragazzi dai 17 ai 19 anni. L’intelligenza artificiale viene principalmente impiegata per facilitare la comprensione dei contenuti dal 61% degli intervistati e l’impiego è considerato legittimo per gestire periodi di studio intenso dal 56%. L’86% si dichiara complessivamente soddisfatto nel suo utilizzo con addirittura il 47% che afferma di essere molto soddisfatto. Il 68% degli studenti richiede una formazione adeguata sull’uso dell’IA mentre il 77% vorrebbe che la propria scuola fornisse linee guida per un utilizzo corretto in ambito scolastico: solo il 47%, infatti, dichiara di avere un accordo con i docenti sull’uso di questa tecnologia mentre il 19% la utilizza liberamente e ben il 60% ne condanna l’utilizzo non dichiarato. Il 52% assicura che non avrebbe difficoltà a non ricorrere all’IA su richiesta degli insegnanti, mentre il 59% riconosce che un uso scorretto danneggia principalmente se stessi. Uno su due ne fa uso anche nella vita privata per svago e, dato molto significativo, per “supporto emotivo”.
«I risultati parlano chiaro: gli studenti e le studentesse usano già l’intelligenza artificiale con o senza regole condivise in classe» spiega Rosy Russo, presidente di Parole O_Stili, che continua «serve un’alfabetizzazione digitale che aiuti a comprendere questi strumenti, a riconoscere i limiti e a riflettere sul loro impatto etico». Per questo motivo spiega che «con Patti Chiari (un’attività da fare in classe con gli studenti e scaricabile gratuitamente) abbiamo voluto aprire uno spazio di dialogo, non per offrire risposte pronte, ma per costruirle insieme». Fabio Intrioni, professore associato di Sociologia in Università Cattolica e membro dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo commenta: « È significativo che un elevato numero di studenti affermi che sull’uso dell’IA non ci siano stati ancora discussioni o accordi tra loro e gli insegnanti sul suo corretto impiego». Ma «i nostri adolescenti dimostrano comunque di porsi entro un orizzonte di domande che sono anche etiche e chiedono punti di riferimento ai loro insegnanti e alla scuola» perché «certo l’IA a scuola complica notevolmente le cose sotto molti punti di vista in primis agli insegnanti - che non devono essere lasciati soli - ma è impossibile non accettarne la sfida».
Monica Lucioni
Avvenire, 30 ottobre 2025