Oggi, sempre più precocemente, gli adolescenti vanno incontro a difficoltà che gli adulti fanno fatica a intercettare per tempo. Mancano dei punti di riferimento fondamentali che permettano a ragazzi e ragazze di non sentirsi soli e di poter contare sull’aiuto degli altri.
Quella a cui stiamo assistendo è infatti una vera e propria crisi della comunità, di una comunità presente e attenta ai bisogni e alle problematiche dei suoi membri, soprattutto dei più giovani e dei più fragili. Una crisi alimentata anche dalla frammentazione sociale e dalla mancanza di spazi sicuri per i giovani. Negli anni è inoltre venuta sempre meno la forte leadership della comunità educante e di quel ponte generazionale, fatto di valori, che in passato ha permes-so una comunicazione efficace tra mondo degli adulti e dei ragazzi.
L’adolescenza, come noto, rappresenta un momento molto complesso per la vita di un individuo. È in qualche modo paragonabile a un lutto poiché ci si lascia alle spalle l’infanzia per iniziare una nuova fase caratterizzata da profondi mutamenti e fragilità in cui diventa fondamentale – anche se spesso rifiutato – il sostegno degli adulti. Gli adolescenti hanno una pelle fragile e fanno fatica a trovare in autonomia le difese necessarie, hanno quindi bisogno di essere accompagnati, ascoltati e guidati per poter affrontare con serenità le sfide di questa fase critica. I ragazzi oggi non si sentono spesso all’altezza della situazione, pensano di non essere in grado di affrontare anche i compiti più banali. È fondamentale anche per questo che gli adulti non sottovalutino il peso del disagio psicologico e sociale che i ragazzi possono vivere, spesso amplificato dalla solitudine, dalla paura di chiedere aiuto, dalla complessità della società odierna e dal vortice del mondo digitale. Il mondo degli adulti deve sviluppare una sensibilità capace di intercettare le difficoltà dei ragazzi, anche quando questi fanno fatica a chiedere aiuto.
È fondamentale la presenza di uno scenario di sostegno accessibile, immediato e naturale che possa dare risposte concrete e competenti ai giovani. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile ricostruire una rete di relazioni che offra agli adolescenti un senso di appartenenza e sicurezza equilibrato, prevenendo anche episodi di bullismo e alleviando il disagio che molti giovani vivono.
Il benessere degli adolescenti dipende in larga misura dalla qualità del supporto che ricevono dagli adulti, è quindi necessario che questi ultimi siano presenti, proattivi e consapevoli delle difficoltà che i ragazzi affrontano per poter coglierle sin dai primi segnali ed evitare che i ragazzi esplodano in episodi di violenza, rabbia o autolesionismo fino all’attoestremo del suicidio.
Uno dei problemi principali per i giovani è che spesso, quando raccontano di un proprio problema, le reazioni degli adulti sono controproducenti: non vengono creduti oppure vengono semplicemente protetti. In entrambi i casi, non si affrontano le difficoltà e di conseguenza non si arriva a una soluzione del problema.
Tra gli ostacoli più comuni nel periodo dell’adolescenza ovviamente vi sono gli episodi di bullismo e cyberbullismo. La prevenzione di questi fenomeni è un ambito di intervento delicato, a maggior ragione oggi nella relazione con bambini e adolescenti sempre più fragili. Si tratta di una sfida complessa, di una responsabilità importante per tutti, dalle istituzioni alle scuole, dalle famiglie al terzo settore. Ragazzi e bambini devono sapere di non essere soli e di avere al proprio fianco qualcuno che possa sempre aiutarli e sostenerli. Fatti drammatici come quelli recenti di cronaca dimostrano che gli adolescenti hanno assolutamente bisogno di essere e sentirsi ascoltati e protetti. Un adolescente arriva a compiere un atto suicida sicuramente si sente solo, sbagliato e in-aiutabile, non sente di poter contare sull’appoggio di nessuno. Il nostro compito e l’impegno è proprio far sentire a bambini e adolescenti che possiamo aiutarli, che vogliamo ascoltarli e tutelarli. Per farlo sono necessarie competenze profonde, esperienza, capacità di ascolto e di relazione.
La recente Legge 70/2024 per la “Prevenzione e contrasto di fenomeni di bullismo e cyberbullismo”, approvata dal Parlamento nel maggio 2024 dopo un intenso lavoro di confronto e approfondimento svolto anche con noi di Telefono Azzurro, rappresenta certamente un buon punto di partenza, ma adesso è fondamentale attuarla. Noi siamo pronti a mettere a disposizione gli strumenti che abbiamo sviluppato in oltre 35 anni di ascolto dell’infanzia e dell’adolescenza, e continuare a rafforzare la rete di relazioni e di collaborazioni fondamentali a portare un aiuto vero e utile ai nostri ragazzi.
Ernesto Caffo, Presidente di Fondazione S.O.S Il Telefono Azzurro ETS
Avvenire, 25 ottobre 2024