Hanno voglia di confrontarsi con il mondo del lavoro, ma allo stesso tempo sono preoccupati per il loro futuro occupazionale e sono convinti che l’occupazione scelta non definisca l’identità di una persona. Fanno gli equilibristi tra sentimenti contrapposti, i giovani rappresentati dal rapporto “Senso della scuola, senso del lavoro”, presentato ieri mattina alla Camera dalla Fondazione “Costruiamo il futuro” e dal Censis. Dalla collaborazione è nato l’Osservatorio Iride, il primo punto di osservazione della scuola e del lavoro che mette al centro lo sguardo dei giovani, per «osservare il presente e il futuro dell’educazione attraverso gli occhi dei ragazzi». Realizzato su un campione di mille persone tra i 16 e i 19 anni, il rapporto dell’Osservatorio Iride rappresenta una generazione che per il 62,8% delle risposte è «preoccupata per il proprio futuro occupazionale» ma non si accontenta di un lavoro purchessia. Il 91,6% aspira, infatti, a trovare un «lavoro che gli piace» e l’89,6% vorrebbe «avere successo nel lavoro».
«Dalle risposte emerge chiaramente che questi ragazzi sono tutt’altro che “bamboccioni” o generazione senza idee o valori – ha sottolineato il direttore dell’Osservatorio Iride, Gabriele Toccafondi –. Anzi, sono giovani consapevoli, non rassegnati, desiderosi di costruire il proprio futuro: incerti (34,2%) e ansiosi (30,9%), ma contemporaneamente fiduciosi (29,8%) e ottimisti (30,2%). Sono motivati, hanno l’ambizione di proseguire gli studi (68,7%), ma anche preoccupati per il proprio futuro lavorativo (62,8%). Chiedono competenze: di conoscere diritti e doveri e saper leggere contratti di lavoro (56,1%), strumenti di orientamento, come muoversi nella vita quotidiana tra istituzioni, uffici, banche, imprese (40,9%) e una scuola capace di prepararli a un mondo del lavoro complesso e in rapido cambiamento».
Proprio il sistema d’istruzione esce con una sostanziale promozione dall’indagine. Il 76,3% degli intervistati si dice «soddisfatto» della scuola scelta e il 71,7% dice che prepara «abbastanza» se non «molto» all’ingresso nel mondo del lavoro. Dati letti con soddisfazione dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in collegamento con la presentazione dell’Osservatorio Iride.
«I giovani giustamente mettono al primo posto i diritti, al secondo la libertà, al terzo posto la qualità della vita, e chi non vorrebbe vivere bene, e invece scende nella scala dei valori di riferimento il tema del lavoro – ha sottolineato Valditara –. In passato non era così. Devo dire che noi non possiamo costruire un futuro per la nostra Repubblica se non facciamo del lavoro un valore condiviso. È evidente che una nazione ha un futuro soltanto se questo ritorna ad essere un grande valore di riferimento. Allora abituiamo i giovani ad appassionarsi alla bellezza del lavoro».
Da qui l’enfasi posta dal Ministro sulla riforma dei percorsi tecnico-professionali, con il modello del cosiddetto “4+2”, al centro della campagna di orientamento svolta dal Ministero presso le famiglie. «L’Osservatorio Iride è il primo osservatorio permanente che si propone di monitorare l’alleanza scuola-lavoro, partendo dagli occhi dei ragazzi, per capire come i giovani vedono il rapporto tra il loro percorso formativo e il mondo del lavoro – ha ricordato Maurizio Lupi, Presidente della Fondazione “Costruiamo il Futuro” –. I ragazzi sono il nostro futuro ed è per questo che questa alleanza tra ragazzi, scuola, famiglia e lavoro diventa sempre più importante».
A questa prima indagine ne seguirà una seconda, realizzato dal Censis, attraverso la raccolta di «più di 25mila questionari che i ragazzi hanno completato e che verranno analizzati e restituiti in un nuovo Rapporto che verrà presentato nei prossimi mesi», ha aggiunto il segretario generale del Censis, Giorgio De Rita.
Paolo Ferrario
Avvenire, 4 febbraio 2026