L'obiettivo è identificare e ricollocare le miscellanee - ovvero opuscoli, alcuni molto rari - che l'alluvione ha privato della loro segnatura, rendendole di fatto invisibili ai cataloghi. Il programma è biennale e il cuore del progetto risiede nella cooperazione, richiamando lo spirito dei cosiddetti "angeli del fango".
Oltre un milione di libri furono danneggiati dall'alluvione: ci furono criticità anche con gli inventari, i cataloghi a volume e a scheda, il vero "cuore" della biblioteca. Il 4 novembre 2026, giorno dell'anniversario, saranno anche presentati i risultati dei progetti della Biblioteca nazionale legati all'alluvione: verrà organizzato un seminario di studi. Adesso è in corso il recupero delle circa 30mila miscellanee alluvionate, attualmente conservate in un deposito esterno e non richiedibili: gli studenti del Michelangiolo, seguiti dai bibliotecari, stanno facendo una ricognizione del materiale e anche gli utenti della Canova stanno dando il loro contributo. L'obiettivo, è stato spiegato, è ampliare la platea dei volontari.
Avvenire, 7 maggio 2026