Si è aperto oggi a Roma il 3° Meeting Nazionale degli insegnanti di religione cattolica dal titolo evocativo “Il Cuore parla al Cuore”, in programma fino al 25 aprile. Giornata conclusiva dell’evento che, per l’udienza con il Santo Padre, vedrà raccogliersi nell’Aula Nervi circa 7.000 partecipanti.
Un grande evento organizzato a 17 anni di distanza dal precedente Meeting e che prende spunto da una frase di San John Henry Newman, co-patrono della missione educativa. L’incontro si colloca a 40 anni dalla storica intesa fra MIUR e CEI, capace allora di ridisegnare il ruolo dell’IRC nella scuola, e all’indomani della nota pastorale dei Vescovi italiani “L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo”, del novembre 2025.
Dopo l’introduzione di don Alberto Gastaldi, nuovo Responsabile del Servizio Nazionale per l’IRC e Direttore dell’UNESU, hanno portato il proprio saluto alla platea S.E. Mons. Claudio Giuliodori, Presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università, e il Segretario generale della CEI S.E. Mons. Giuseppe Baturi.
Quest’ultimo ha ricordato ai partecipanti: “La pertinenza di questo dialogo in un momento storico così delicato e caratterizzato dalla violenza, spesso perpetrata da giovani su altri giovani”. “Da insegnanti”, ha ricordato rivolto alla platea, “voi avete lo strumento più importante per fronteggiare tutto questo: l’educazione dei cuori e delle menti e dunque la capacità di trasformare il mondo”.
È stata poi la volta dell’atteso dibattito tra il Presidente della CEI S. Em. il Card. Matteo Zuppi, e il prof. Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, collegatosi via web per l’occasione. Dopo aver ricordato i dati incoraggianti nel fronteggiare l’abbandono scolastico, soprattutto nel Sud, e l’impegno della scuola italiana nel mettere al centro la persona e valorizzare i talenti, il Ministro, ha evidenziato “Il valore del messaggio di pace del cattolicesimo, che si riflette anche nell’insegnamento della religione cattolica, e l’imprescindibilità di un patto educativo da estendere a livello europeo e nei confronti dei Paesi più svantaggiati del mondo”.
“Il Santo Padre Leone XIV ha ricordato recentemente che possiamo conoscere molto del mondo, ma ignorare la nostra vita interiore”, ha replicato S. Em. il Card. Zuppi, “e in un mondo in cui si afferma sempre di più la presenza dell’intelligenza artificiale e l’isolamento dovuto all’uso di dispositivi come il cellulare, curare la propria dimensione intima appare sempre più urgente. Così come urgente è alimentare quella pace disarmata e disarmante, invocata dal Papa, che deve trovare proprio nella scuola il suo primo compimento naturale”.
Uno stimolo alla spiritualità e al rapporto empatico con l’altro che è stato rilanciato dallo stesso Ministro per trasformare la scuola in un “generatore d’incontro con l’altro. In questo senso assume una decisiva importanza il ruolo dei docenti di religione cattolica. Perché la scuola ha bisogno di sapersi confrontare con le ansie, le preoccupazioni, il desiderio di trascendenza che i ragazzi spesso manifestano”. “Anche per questo”, ha concluso il Ministro Valditara, “occorre dare nuova dignità a chi svolge una funzione fondamentale che deve trovare una sponda salda sia sul versante della famiglia che su quello della società”.
“Dobbiamo soprattutto aiutarci e aiutare a capire per chi vivere”, ha sottolineato il Card. Zuppi nel riprendere la parola, “questa vocazione riguarda l’esistenza di ciascuno e tanto più gli insegnanti e gli insegnanti di religione in particolare, che possono essere veri accompagnatori e veri maestri per rispondere alle domande che albergano nel cuore dei ragazzi”. L’invito finale del Presidente della CEI è stato quello di “saper raccogliere il ruolo importantissimo, come persone e come docenti, di essere un capitale di relazioni. Insegnando ai ragazzi di usare i mezzi tecnologici attuali, senza esserne usati”.
Il convegno ha visto anche la testimonianza di quattro docenti di religione cattolica di altrettante diocesi – Sara Pioli, Luca Pani, Maria Lo Presti, Don Roberto Bianchini – che hanno condiviso le proprie esperienze e l’apporto che la materia è in grado di dare nel contesto di una comunità educante dove si ci aiuta, ci si ascolta, e si cresce insieme. Per un IRC che sia sempre più il cuore della scuola italiana.