La seconda giornata di lavori del 3° Meeting Nazionale degli insegnanti di religione cattolica dal titolo “Il Cuore parla al Cuore”, si è aperta oggi a Roma con i saluti di Don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio di pastorale giovanile della CEI e di Don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, sempre della CEI, a testimonianza della sinergia e della comunione d’intenti tra gli uffici della Conferenza Episcopale Italiana. Condivisione di propositi che ha portato, ad esempio, all’elaborazione delle schede dedicate alle altre religioni, destinate ai testi per l’insegnamento dell’IRC.
Appuntamento centrale della mattinata, è stata poi la relazione offerta da S.E. Mons. Carlo Maria Polvani, Segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, ai circa 360 partecipanti riuniti presso il TH Carpegna Palace. “Noi conosciamo alcune funzioni antropologiche, rispetto alle quali, quella del cuore è una funzione autonoma”, ha affermato S.E. Mons. Polvani, “e la peculiarietà del compito che è affidato ai docenti di IRC risiede nella sua duplicità: il primo è trasmettere dei saperi e il secondo, ancora più difficile, è rendere disponibile proprio il vostro cuore nella forma dell’empatia, della sintonia nell’incontro con la mente dei giovani”.
“L’insegnamento dell’IRC nacque in un momento delicato per la Chiesa”, ha continuato S.E. Mons. Polvani, “che si è impegnata affinché quest’istituto resistesse. La sua resistenza è una scommessa vinta e i numeri testimoniano il successo dell’IRC”. “Ciò fa di voi, insegnanti di religione cattolica”, ha aggiunto ancora commosso il Segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, “la testa di ponte della Chiesa nella nostra società. Una società in cui la nostra educazione andrà sempre di più verso la competitività nozionistica. Per questo in particolare i docenti di IRC hanno la distintiva missione di affiancare le nuove generazioni, integrando questa prospettiva concorrenziale con l’educazione all’interiorità e alla comprensione di sè. Siete la nostra prima linea, e di questo la Chiesa vi è grata”.
Dopo il fecondo dialogo che è scaturito dall’intervento di Mons. Polvani, la parola è passata al dott. Fernando Moita e al dott. Antonio Roura, Direttori dei Servizi per l’insegnamento della religione delle Conferenze Episcopali rispettivamente di Portogallo e Spagna. In particolare il dott. Moita, ha ricordato come: “In Portogallo la EMRC, che è l’equivalente del vostro IRC, è riconosciuta come contributo essenziale alla formazione. Più dei 90% dei professori sono di ruolo e si punta sulla formazione continua in sintonia con la Facoltà di Teologia, per garantire docenti competenti, motivati e fedeli”. “Con noi”, ha concluso Moita, “le nostre classi sono luoghi d’incontro e di dialogo interculturale e interreligioso, dal momento che il 13% della popolazione portoghese è di origine straniera. La scuola grazie a noi diventa più umana, purché passione, carisma, e tenacia siano sempre i caposaldi della nostra professione.
Sulla scia del suo collega, il dott. Roura ha evidenziato “la necessità di difendere, rafforzare e promuovere la presenza dell’insegnamento della religione nel presente e nel futuro in Europa. In Spagna circa 3 milioni di studenti si avvalgono di esso, e i docenti sono 34.000 di cui 14.000 svolgono il proprio compito nella scuola pubblica. Una situazione stabile, che però s’inserisce in un sistema complesso, risentendo talvolta di priorità politiche”. “In Spagna”, ha concluso Roura, “si è
cercato di approfondire l’inserimento dell’IRC nel cammino della Chiesa, rafforzando la sua capacità di contribuire al progetto educativo. Oggi, Ci si interroga come attraverso il dialogo tra fede e cultura, si possa contribuire al richiamo del Santo Padre di fornire un orizzonte di senso e,