UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Cresce chi studia all’estero

Il 55% degli istituti ha almeno uno studente in formazione fuori dall’Italia
25 Ottobre 2024

La scuola italiana è sempre più internazionale e la mobilità studentesca è tornata ai livelli pre-Covid. È quanto emerge dal Rapporto 2024 dell’Osservatorio sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca (www.scuoleinternazionali.org) promosso dalla Fondazione Intercultura e presentato ieri al Ministero dell’Istruzione e del Merito. I dati, illustrati da Nando Pagnoncelli dell’Ipsos, certificano l’attenzione delle scuole per l’internazionalizazione, tanto che il 96% integra nelle lezioni di educazione civica i temi di internazionalizzazione e interculturalità. Il 55% degli istituti intervistati dichiara almeno uno studente all’estero. In generale, continua a crescere (anche se lievemente) l’adesione per i programmi di breve durata, soprattutto quelli trimestrali (+3 punti percentua-li), anche se gli studenti preferiscono gli annuali, stabili al 43%.

Tra le destinazioni, la scelta si concentra soprattutto sui Paesi dell’America del Nord (73%) e sui Paesi europei anglofoni (66%). Minori le quote di studenti che scelgono come meta di studio un Paese dell’Asia, dell’Oceania oppure dell’Africa.

«Si conferma anche la ripresa dei programmi di mobilità in ingresso con il 27% delle scuole che dichiara la presenza di studenti internazionali ospitati, soprattutto per programmi annuali (17%, stabili rispetto al 2023)», si legge nel Rapporto 2024 di Intercultura. Che conferma i livelli di «eccellenza» dell’offerta linguistica nelle scuole italiane. Il 70% delle scuole ha, infatti, dichiarato un generale potenziamento dell’offerta linguistica, dimostrando grande interesse per la qualità dell’insegnamento e impegno per la professionalizzazione e l’aggiornamento delle competenze didattiche del personale: in effetti oltre la metà degli istituti segnala una partecipazione attiva dei docenti a corsi di formazione. Crescono i percorsi bilingue (+3%) e l’uso della metodologia debate (+4%). «Stabile» e «significativa» anche la partecipazione attiva degli istituti ai progetti internazionali. «A partire dal 2019 – si legge ancora nel Rapporto di Intercultura – è aumentato il numero di scuole con almeno un progetto attivato: si passa dal 79% all’88% di oggi. Questo aumento è in parte attribuibile alla diffusione delle attività da remoto (meno costose, più semplici da organizzare), che ha ampliato l’offerta e ha permesso una partecipazione maggiore da parte di docenti e studenti. Parallelamente si dimezza il numero di istituti che dichiarano di non fare alcuna attività».

Se la mobilità in generale, con il 78% delle scelte, detiene il primato tra le attività di internazionalizzazione portate avanti dalle scuole, tra gli altri progetti figurano i concorsi internazionali (36%), i gemellaggi/scambi virtuali (32%), i progetti multilaterali (31%), i partenariati/alleanze della conoscenza (29%), gli incontri virtuali tra docenti (28%) e le reti con scuole straniere (28%).

In occasione della presentazione del Rapporto 2024, Fondazione Intercultura ha premiato le cinque scuole secondarie di II grado che più si sono distinte per essere «finestra sul mondo ed esempio di formazione internazionale». Il premio è andato all’Istituto di Istruzione Superiore “Pietro Scalcerle” di Padova, al Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Perugia, al Liceo Statale “Eugenio Montale” di Pontedera, al Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Potenza e all’Istituto d’istruzione Superiore “Augusto Capriotti” di San Benedetto del Tronto.

Paolo Ferrario

Avvenire, 23 ottobre 2024