UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

«Come Pier Giorgio, puntando verso l’alto e verso l’altro»

Il libro su Frassati di Marco Pappalardo
11 Dicembre 2025

«Come Pier Giorgio Frassati, puntate verso l’alto e verso l’altro». È la dedica rivolta «alle studentesse e agli studenti che ho incontrato e incontro a scuola e nel servizio per la pastorale scolastica e universitaria », spiega Marco Pappalardo, giornalista e insegnante, autore del volume “Pier Giorgio Frassati. Una vita da prima pagina” edito dalle Paoline (112 pagine, 11,90 euro). Illustrato da Tommaso Spadaro – che si è ispirato a foto originali – e stampato con un font ad alta leggibilità, il libro presenta una struttura innovativa che richiama quella di un quotidiano per raccontare la storia del giovane piemontese morto un secolo fa, fin da allora «modello per tanti suoi coetanei» ma anche per i contemporanei. «Lo stile giornalistico ti permetterà di conoscerlo attraverso le sue parole, quelle di chi lo ha conosciuto e di chi lo ammira ancora oggi e cerca di imitarlo. Su di lui – come in un quotidiano – troverai pagine sportive, storiche, culturali, di cronaca, di economia, di politica, di costume, commenti, opinioni, interviste», premette l’autore, rivolgendosi ai giovani destinatari dell’opera.

Il format-giornale è basato sulla vicenda biografica di Pier Giorgio, proclamato santo lo scorso 7 settembre con Carlo Acutis da papa Leone XIV in piazza San Pietro: Alfredo Frassati, padre del ragazzo, era il fondatore e direttore del quotidiano torinese “La Stampa”, mentre la madre Adelaide Ametis era una pittrice. Il loro primogenito li delude « perché si comporta in modo strano già da bambino e ancor più da ragazzo, stando spesso in giro a “bighellonare” senza un soldo in tasca – come dice suo padre – per quel suo dedicarsi continuamente ai poveri. Il problema non è tanto un figlio “mal riuscito” rispetto ai loro progetti, quanto cosa può dire la gente dei suoi “strani” comportamenti; quasi un disonore per ciò che i Frassati rappresentano».

Quindi Pier Giorgio ha vissuto lo scontro generazionale e, pur benestante e amato, ha faticato ad affermare la sua identità profonda e la sua spiritualità. Tuttavia « va comunque per la sua strada con coraggio e con il sorriso», appoggiato dalla sorella minore Luciana e da tanti amici, «illuminato dalla fede, accompagnato da passioni come la letteratura, il teatro, il canto, le montagne, il giardinaggio, l’andare a cavallo, un sigaro ogni tanto, l’impegno politico e sociale». Un altro tratto che lo rende vicino, santo della porta accanto? Pier Giorgio « non è uno studente modello: ha difficoltà a leggere, non gli piace scrivere, subisce anche delle bocciature». E poi «ci sono altissime aspettative da parte dei genitori che non aiutano a spiccare il volo né a trovare sé stessi tra quei banchi e nelle aule». Proseguirà gli studi all’Istituto sociale dei gesuiti, dove «cresce anche nella fede e nell’amore verso il prossimo », fino agli studi universitari in Ingegneria. Scrive alla sorella: « Finché la fede mi darà forza, sempre allegro!». Lo sarà fino alla morte prematura, avvenuta il 4 luglio 1925 per poliomielite fulminante, contratta probabilmente nell’assistere i poveri.

Laura Badaracchi

Avvenire, 10 dicembre 2025