UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Cnos-Fap: «Da noi tutti diventano protagonisti»

Celebrati i vent’anni dell’IeFP: «La dignità ce la siamo conquistata sul campo», dice il direttore salesiano on Giacomazzi
27 Novembre 2025

L’istruzione e formazione professionale come «pilastro di un nuovo patto formativo» e «modello paradigmatico» per il sistema educativo nazionale. Poggia su questi due pilastri la visione dei Salesiani per la Formazione professionale Cnos-Fap Ets, che hanno celebrato i primi vent’anni del sistema di IeFP, lanciando una serie di proposte per il futuro del settore. « La dignità ce la siamo conquistata sul campo», ha sottolineato il direttore generale della Fondazione Cnos-Fap, don Giuliano Giacomazzi. «La grandezza della formazione professionale – ha aggiunto – è che offre ai ragazzi la possibilità di partire anche da condizioni molto svantaggiate. Molti arrivano nei nostri Centri convinti che non potranno mai imparare nulla e escono con la convinzione che invece non è così, che possono fare della loro competenza e professionalità un valore – ha raccontato don Giacomazzi -. A partire da questa ricchezza, da questo riconoscimento della dignità della formazione professionale, abbiamo costruito un documento che raccoglie tutta la storia di questi 20 anni e prova a fare un passo in avanti».

Le «quattro direttrici strategiche» immaginate dai Salesiani per dare un futuro all’IeFP, passano, in prima istanza, dalla «centralità della persona». Ovvero, dallo «studente come soggetto attivo nella costruzione della propria identità professionale». La seconda strategia riguarda «flessibilità e modularità», per superare «curricoli rigidi attraverso microcredenziali nazionali». Il terzo aspetto riguarda, quindi, il «nuovo profilo del formatore», che da docente diventa «architetto di esperienze», anche grazie all’«uso strategico» dell’Intelligenza artificiale. Infine, la quarta direttrice si riferisce alla «governance nazionale» del sistema IeFP. Un nuovo «ordinamento unitario che concilia autonomia regionale e standard interoperabili».

«Abbiamo provato a immaginare un futuro dove un modello della formazione è fatto sull'individuo», ha spiegato Mattia Dolci, Executive Partner Programmazione pubblica e mercato del lavoro PTS, autore del “position paper” con Roberto Vicini e Mauro Frisanco, realizzato in collaborazione con la Fondazione Cnos-Fap Ets. «È l'inizio del percorso, e speriamo di avere attraverso una fase successiva la possibilità di migliorare questo documento e dargli un valore in cui tutti ci riconosciamo», ha aggiunto Dolci.

Dal futuro della formazione professionale passa, dunque, buona parte dello sviluppo del Paese. Che deve ancora risolvere il drammatico mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Nonostante da qui al 2029 ci siano ben 3,5 milioni di posti da occupare, il 48% delle imprese lamenta difficoltà a reperire personale qualificato. Un ponte tra scuola e lavoro è, invece, da sempre rappresentato dall’IeFP, il cui tasso di successo occupazionale dei diplomati è del 72%. Grazie anche all’incremento dei finanziamenti dedicati, passati da 1,2 miliardi del 2022 a 1,8 miliardi di euro nel 2024. Anno in cui sono stati investiti anche 896 milioni nel sistema duale di formazione e lavoro. Sistema presente in 31 dei 42 avvisi IeFP. Infine, per finanziare il sistema sono a disposizione, per il periodo 2021-2027, anche 28,6 miliardi di euro del Fondo sociale europeo.

Paolo Ferrario

Avvenire, 26 novembre 2025