UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Cattolica, i 5 pilastri del nuovo piano strategico

Si prevede l’istituzione di una Scuola di integrazione dei saperi, il rinnovamento dei piani di studio, la valorizzazione dei ricercatori
1 Dicembre 2025

La Rettrice Elena Beccalli l’ha definita «una fase decisiva per la storia del nostro Ateneo», documentata in presa diretta attraverso i materiali pubblicati su una sezione dedicata del sito istituzionale unicatt.it. L’elaborazione del Piano Strategico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il triennio 2026-2028 si sta infatti svolgendo con modalità del tutto innovative e, più che altro, in un’inedita prospettiva di partecipazione allargata a ciascuna componente della comunità universitaria: il corpo docente, il personale tecnico-amministrativo, le studentesse e gli studenti che quotidianamente animano i cinque campus di Milano, Roma, Brescia, Piacenza e Cremona.

Cinque sono anche le aree prioritarie individuate in via preliminare come base del confronto. Sono cinque pilastri strettamente connessi l’uno con l’altro e tutti basati sulla forte consapevolezza identitaria di un Ateneo che, in un momento storico drammaticamente segnato dalla conflittualità, torna a investire con convinzione sul dialogo e sulla collaborazione. «Questo Piano prima ancora che un documento, vuole essere un processo», ha ribadito non a caso la professoressa Beccalli nel corso delle presentazioni del progetto tenutesi in queste settimane all’interno nei Consigli delle dodici Facoltà in cui è strutturata l’Università Cattolica. «Un processo partecipato – ha aggiunto – in cui tutte le componenti della nostra comunità possano portare la loro voce e incidere concretamente sulla vita dell’Ateneo».

Il primo pilastro riguarda l’istituzione di una Scuola di integrazione dei saperi, destinata a valorizzare l’interdisciplinarità propria di un’università che da sempre offre un ampio ventaglio di competenze scientifiche e di occasioni formative. Un obiettivo ambizioso, che comporta l’elaborazione di strumenti che consentano di affrontare le grandi questioni del nostro tempo in una prospettiva trasversale, evitando il rischio di un’eccessiva specializzazione e parcellizzazione delle conoscenze.

Coerentemente con questa impostazione, il secondo pilastro pone le fondamenta di un’offerta formativa di qua-lità, caratterizzata da due elementi imprescindibili: il rinnovamento dei piani di studio da parte di ciascuna delle Facoltà e l’attivazione di percorsi specifici erogati mediante una piattaforma digitale internazionale, che possa accompagnare studentesse e studenti nella formazione continua abbracciando l’intero arco della loro esperienza professionale. In questo modo, l’Università Cattolica intende presentarsi come attore autorevole anche in ambito digitale, senza smarrire l’autentica finalità della didattica e senza rinunciare a quell’attenzione alla persona che è tradizionalmente e giustamente annoverata tra le prerogative essenziali dell’Ateneo fondato da padre Agostino Gemelli. Non meno rilevante è il terzo pilastro, pensato per promuovere ulteriormente la valorizzazione della ricerca e dei ricercatori. L’Università Cattolica si propone di rendere ancor più incisivo il proprio profilo diresearch university, consolidando un prestigio che anche di recente è stato confermato dai numerosi progetti vincitori di importanti finanziamenti internazionali. Il nuovo Piano strategico intende fare dell’Ateneo un ambiente di ricerca ancora più favorevole alle attività di ricerca, con un’attenzione ancora più elevata per il talento e la progettualità scientifica, tramite bandi finanziati e sostegno ai giovani ricercatori.

L’internazionalizzazione costituisce il quarto pilastro, nel quale convergono due aspetti complementari. Da un lato, si stratta di incrementare l’attività cosiddetta mainstream, che comporta l’ampliamento della dimensione globale dell’Università Cattolica attraverso gli accreditamenti internazionali, con l’obiettivo di potenziare i percorsi di studio e migliorare il posizionamento nei ranking su scala globale. D’altro canto, si avverte come urgente la definizione di una cifra più originale, in continuità con molte iniziative già intraprese, prima fra tutte la realizzazione del Piano Africa lanciato nel corso dell’anno accademico 2024-2025. Decisivo, in questo senso, l’apporto preveniente dalle reti di collaborazione tra università cattoliche. Pensiamo nello specifico alla Federazione europea delle università cattoliche (Fuce), di cui è presidente la Rettrice Beccalli, della Federazione internazionali (Fiuc), di cui la stessa Rettrice è vicepresidente, e del Sacru, l’alleanza strategica delle università di ricerca cattoliche di cui l’Ateneo italiano è stato tra i capifila.

Infine, il quinto pilastro: le attività di fundraising, da intraprendere con modalità che facciano leva sugli aspetti identitari che l’Università Cattolica del Sacro Cuore considera irrinunciabili e caratterizzanti. Sono da mettere in campo iniziative finalizzate non solo alla raccolta di risorse, ma anche al rafforzamento delle relazioni con interlocutori esterni per sostenere progettualità strategiche e garantire l’accesso di giovani meritevoli ma privi di risorse ai corsi dell’Ateneo, grazie a borse di studio e prestiti d’onore.

L’elaborazione del Piano strategico 2025-2026 si inserisce in un contesto reso particolarmente delicato dal progressivo calo demografico, dai costi elevati per gli studenti fuori sede, dalla competizione delle università telematiche, dalla progressiva riduzione delle risorse pubbliche, soprattutto per gli enti non statali e, in un ambito ancora più vasto, dalle sfide e dalle opportunità legate alle tecnologie digitali e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Proprio per rispondere in maniera adeguata a tanta complessità, l’Università Cattolica ha voluto avviare un incentrato sull’ascolto e sulla partecipazione di chi quotidianamente vive l’Ateneo.

A guidare un progetto articolato e ambizioso sono i tre principi guida che la Rettrice Beccalli ha richiamato anche nel corso del discorso inaugurale del 28 novembre: la valorizzazione del profilo dell’istituzione come ateneo cattolico non profit; la piena sinergia tra la dimensione di comunità educante e di research university, da realizzare tenendo al cuore della vita universitaria le studentesse e gli studenti; la ridefinizione dell’Università Cattolica come luogo in cui fare esperienza del sapere. Un cammino impegnativo, che si può intraprendere solamente insieme, attraverso l’ascolto, il confronto e la partecipazione di tutti.

Riccardo Celzani

Avvenire, 30 novembre 2025