UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Beccalli: «Quei valori che uniscono il sapere ai Giochi»

Per queste Olimpiadi invernali, la rettrice dell’Università Cattolica è stata la prima tedofora dell’ateneo
9 Febbraio 2026

Prima rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e ora anche prima tedofora olimpica dell’Ateneo fondato a Milano nel 1921; la domanda a Elena Beccalli sorge spontanea...

Rettrice della Cattolica lo è diventata per vocazione (è anche presidente della Federazione delle Università Cattoliche Europee), mentre tedofora è stato forse un caso?

«No, non è casuale. È in sintonia con lo spirito dell’Università Cattolica che da sempre valorizza le discipline sportive, tanto in percorsi formativi quanto in attività per i nostri studenti. Questo ha portato a una forte collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026. Abbiamo cominciato già nel 2019 ospitando un evento a sostegno di questa candidatura a sede olimpica. Da allora, sono state organizzate numerose iniziative che hanno rafforzato questo legame. Tra le più significative, la presenza della Fiaccola Olimpica nel nostro campus nel maggio 2025, occasione in cui studentesse e studenti hanno potuto candidarsi come tedofore e tedofori. Tutto questo oggi si concretizza con la partecipazione ai percorsi della Torcia olimpica. Fra le tedofore diverse accademiche della Cattolica: la ricercatrice della Facoltà di Medicina e chirurgia Camilla Nero a Roma; la professoressa della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Lucrezia Lamastra a Piacenza, e infine la mia partecipazione a Milano. E con noi, in queste tappe, circa 40 studentesse e studenti dell’Ateneo».

Qual è il suo rapporto personale con lo sport, in relazione anche a queste Olimpiadi invernali di Milano Cortina che stanno per alzare il sipario?

«Pur non praticando sport, ne condivido pienamente valori e spirito. E poi ne sono affascinata anche perché nella mia famiglia sono circondata da molti sportivi. Come ha detto papa Leone XIV “queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace” ».

Il sistema “collegiale” americano non è stato particolarmente mutuato in Italia, non pensa invece che sarebbe possibile applicarlo anche alla luce dei Giochi fatti in casa?

«Gli Stati Uniti, nella valorizzazione dello sport, hanno una lunga tradizione, con un modello di college e borse di studio per studenti atleti molto strutturato. Nel nostro Paese possiamo migliorare. Penso al consolidato sistema dei collegi del nostro Ateneo, attivi da quasi un secolo, che rappresentano luoghi di formazione integrale di straordinaria valenza».

Quali attività sportive si tengono all’interno del vostro Ateneo?

«L’Università Cattolica vanta una lunga tradizione accademica nella formazione di professionisti dello sport, cominciata nel 1964 con l’istituzione dell’Isef oggi Scienze motorie e dello sport, con la laurea triennale in “Scienze motorie e dello sport” e la laurea magistrale in “Scienze e tecniche del benessere e dello sport”. Col tempo di sono aggiunti master, summer school, corsi di formazione continua e un dottorato di ricerca. Senza dimenticare il percorso di Dual Career, realizzato – nel 2018, tra le prime Università in Italia – per sostenere la doppia carriera degli atleti di alto livello che scelgono di continuare a studiare. Abbiamo un nostro centro sportivo in città, il Rino Fenaroli, ciò ci consente di offrire ai nostri iscritti molte possibilità per praticare sport. A completare il quadro ci sono le attività del tavolo Cattolica per lo Sport e quelle di EDUCatt, “Sport inCampus”, nei campus di Piacenza, Brescia, Roma».

Che lei sappia, ci sono atleti iscritti alla Cattolica che vedremo in gara a Milano Cortina 2026?

«Purtroppo in questa edizione non ci saranno, ma di recente ne abbiamo avuti a Parigi nel 2024 e a Tokyo nel 2020. E comunque c’è un po’ di Università Cattolica dentro a questi Giochi: due alumnae che hanno frequentato il master Comunicare lo Sport e attualmente stanno collaborando con la Fondazione Milano Cortina 2026».

“L’educazione è il più grande atto di carità” è il monito di papa Francesco, ripreso da Leone XIV e che lei ha fatto suo come rettrice della Cattolica. Quel messaggio papale vale anche per lo sport olimpico?

«Ritengo che lo sport condivida i medesimi valori dell’educazione, recentemente ricordati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dall’Arcivescovo Mario Delpini. Sono i valori che noi educatori siamo chiamati a promuovere e che ogni giorno coltiviamo nella nostra università».

“Gestione degli eventi sportivi” è una materia dei vostri corsi; immagino che con i Giochi olimpici e anche dopo verrà incentivata?

«L’Università Cattolica del Sacro Cuore propone in questo ambito una solida e qualificata offerta formativa. Un esempio è il master “Sports management”. Anche il master “Comunicare lo sport” si occupa di gestione degli eventi sportivi, con particolare attenzione agli aspetti comunicativi e legati allo sport entertainment».

Via alle gare: c’è un campione o campionessa e una disciplina di Milano Cortina 2026 che seguirà con particolare attenzione?

«Seguirò tutte le discipline, ma se devo proprio esprimere una preferenza farò il tifo per la squadra degli sciatori, in particolare per le nostre azzurre. Mi ricordo ancora l’emozione delle discese di Alberto Tomba e di Deborah Compagnoni».

Massimiliano Castellani

Avvenire, 7 febbraio 2026