UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Beccalli: “Più istruzione e talenti da trattenere per vincere la sfida demografica”

Al Meeting di Rimini la Rettrice dell’Università Cattolica lancia l’allarme sul calo dei giovani e chiede un piano straordinario di investimenti nella formazione
13 Settembre 2026

L’inverno demografico, il futuro delle università europee, la nuova sfida della “circolarità dei talenti” e la necessità di un grande piano di investimenti in istruzione. Sono questi i temi al centro dell’intervento della Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, prof.ssa Elena Beccalli, ospite oggi al Meeting 2026 nel dibattito “Per una giovane Italia. Idee ed esperienze contro lo scontento dei giovani”, animato anche dagli interventi del poeta Davide Rondoni, della scrittrice Sara Ciafardoni e dello scrittore e presidente dell’Associazione Culturale Noce Riccardo Pedicone. “Un dato allarmante ha spiegato la Rettrice – è quello dell’inverno demografico non solo per l’Italia, ma in termini più generali per tutto il continente europeo”. Guardando alle proiezioni relative alla popolazione tra zero e diciannove anni nell’Ue, Beccalli ha evidenziato come “la proiezione è di una perdita di circa trentatré milioni di giovani di qui alla fine del secolo”.

Una dinamica che avrà conseguenze profonde sul tessuto sociale ed economico dell’Europa e che coinvolge direttamente anche il mondo accademico. “Questo dato ci fa toccare con mano la trasformazione epocale che stiamo vivendo, che ridisegnerà le fondamenta sociali, culturali e anche economico-finanziarie del nostro continente”, ha osservato. La diminuzione dei giovani comporta infatti un restringimento della platea dei potenziali studenti universitari e rischia di alimentare quella che Beccalli ha definito la “trappola delle iscrizioni”. “Pur di riempire le aule, gli atenei o abbassano le rette universitarie o, in maniera ancora più pericolosa, abbassano gli standard accademici. Questo naturalmente va a detrimento della reputazione del sistema universitario, un rischio che dobbiamo assolutamente contrastare”. Per la Rettrice esiste tuttavia anche un segnale incoraggiante, rappresentato dalla capacità delle università cattoliche di mantenere stabile il numero delle immatricolazioni quando sanno valorizzare la propria identità. “Le università cattoliche non possono e non devono competere secondo le logiche del mercato dell’istruzione, ma invece devono competere sul valore, sulla qualità, sui tratti distintivi dei loro percorsi formativi, fondandosi sui valori universali di cui sono portatrici”.

Un altro passaggio significativo dell’intervento ha riguardato il tema della mobilità dei laureati. Pur riconoscendo il fenomeno della fuga dei cervelli, Beccalli ha invitato a considerare i più recenti dati Istat, che mostrano un cambiamento di tendenza. Tra il 2019 e il 2024, ha ricordato, 78 mila laureati italiani hanno lasciato il Paese, ma nello stesso periodo l’Italia ha attratto 88 mila laureati, registrando così un saldo positivo di 10 mila unità. “Siamo di fronte a un saldo positivo di 10mila giovani ed è un dato estremamente importante, un’inversione di tendenza appunto, che ci porta oggi a intravedere i primi segnali di quella che oggi definiamo la circolarità dei talenti, la brain circulation. Non è più solo un fenomeno di fuga, ma è anche un fenomeno di attrattività” da consolidare coinvolgendo il sistema delle imprese e operando un deciso contrasto al divario generazionale nel mercato del lavoro. Da qui l’appello finale alla politica: “Credo che una priorità dell’agenda politica sia quella di realizzare con forte convinzione un piano straordinario di investimenti in istruzione, soprattutto secondaria e terziaria”.

Sir, 10 settembre 2026