UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

A Torino il Giubileo diocesano dei docenti di IRC

Il 29 maggio 2025 si è tenuto l’incontro con don Silvano Oni e la Celebrazione Eucaristica con mons. Alessandro Giraudo
5 Giugno 2025

Giovedì scorso, il Duomo di San Giovanni di Torino, era gremito di insegnanti di Religione Cattolica, ma anche di coloro che mantengono l’insegnamento della disciplina sulla classe, giunti da un po’ tutto il territorio diocesano, per celebrare insieme il Giubileo per gli Idr, di ogni ordine e grado scolastico, promosso dalla Pastorale scolastica diocesana e dall’Ufficio scuola Irc guidato dal dottor Stefano Capello, delegato arcivescovile per questo settore cruciale che abbraccia non solo l’insegnamento di questa disciplina, ma la formazione in itinere di tutti i suoi docenti, ed i vari aspetti giuridici legati ad esso

«E’ nato tutto in pochi giorni, il desiderio di promuovere e realizzare questo Giubileo – confessa il dottor Capello – come molti sanno, quest’anno per molti insegnanti di Religione non è stato un anno come gli altri: la prova concorsuale per accedere al ruolo ci ha impegnato tutti, in forme e modi diversi. Ma non potevamo appiattirci esclusivamente su questa incombenza burocratica e concorsuale – precisa Capello – nell’anno del Giubileo, abbiamo voluto dare vita anche noi al “nostro” giubileo diocesano, puntando sulla riflessione spirituale ed il confronto a livello comunitario: la comunità degli Idr che fa poi parte della più grande comunità della Chiesa subalpina. E’ importante che gli insegnanti di Religione si riconoscano come uomini e donne di fede, “mandati” dalla Chiesa, all’interno di un processo evangelico e culturale più ampio. Così, dopo il ritiro post pasquale, svolto a Villa Lascaris a Pianezza, è partito l’invito rivolto a tutti: di ruolo, non di ruolo, neo ammessi, chi ha appena iniziato questo percorso, per celebrare insieme questo giubileo».

Un invito che è stato indubbiamente accolto in maniera positiva, se erano ben oltre trecento gli insegnanti che hanno aderito al Giubileo, territorialmente diviso in due parti: un primo incontro presso il Santuario della Consolata, per poi proseguire insieme verso la Cattedrale di Torino, per prendere parte alla funzione religiosa celebrata dal Vescovo Ausiliare monsignor Alessandro Giraudo. Due momenti specifici ma ugualmente uniti dalla riflessione, dalla preghiera e dal confronto. Nel primo, presso il Santuario della Consolata, chiesa giubilare, gli insegnanti di Religione, hanno avuto modo di ascoltare la testimonianza di don Silvano Oni, cappellano del carcere minorile Ferrante Aporti. Il salesiano Oni ha proposto ai presenti una meditazione dedicata al tema «In un carcere minorile ci può essere speranza?». In pochi minuti, il cappellano del Ferrante Aporti, ha efficacemente descritto la realtà quotidiana di questa struttura carceraria. «Sono 44 attualmente le persone rinchiuse, molti i minori non accompagnati. La stragrande maggioranza extracomunitari. Pochissime le ragazze». Un microcosmo carcerario, fatto di controlli severi, ma anche di numerose attività scolastiche ed educative. «Chi pensa che un carcere minorile sia sulla falsariga della fiction “Mare Fuori” si sbaglia di grosso – ha sottolineato il sacerdote – al Ferrante c’è controllo da parte del personale carcerario. Cancelli che si aprono e poi si richiudono. Tanta solitudine. Rabbia. Impotenza. Ma spesso anche sorprese inaspettate. Voglia di “riprendersi” la propria vita. Noi non siamo lì per giudicare. Ma per ascoltare, accompagnare. In un percorso non sempre facile dove al centro mettiamo questi ragazzi, le loro fragilità, ma anche i loro sogni». E poi un parallelo con i ragazzi fuori dal contesto carcerario «hanno molte fragilità in comune e spesso sono uniti dal fatto che nessuno realmente li ascolta». Una riflessione profonda e lontana da finti moralismi. Che dimostra, ancora una volta, che se non tutto, molto passa dall’educazione, dall’ascolto. Da un incontro che può cambiare la vita.

Terminata la meditazione gli Idr si sono ritrovati, ancor più numerosi, al Duomo, per la funzione religiosa. Qui il Vescovo Ausiliare mons. Giraudo ha ricordato e sottolineato la centralità di questa disciplina, per la formazione culturale e spirituale di tanti ragazzi e ragazze. «Voi – rivolgendosi agli Idr presenti in cattedrale – siete un punto di riferimento prezioso. La vostra capacità di porvi in ascolto di chi avete di fronte, dagli alunni della più tenera età fino ai ragazzi delle scuole superiori, rappresenta una possibilità meravigliosa ed arricchente per tutti. Dialogo, ascolto, comprensione, fanno della vostra materia un unicum da preservare e coltivare ogni giorno, come la Fede che ci unisce».

Preghiera, riflessione, ma anche condivisione concreta sono gli elementi che hanno caratterizzato il Giubileo diocesano degli Idr. Al termine della funzione, molti insegnanti hanno dato un contributo a favore della raccolta fondi per la ristrutturazione del Teatro all’interno del Ferrante Aporti. Complessivamente è stata raccolta la cifra di 1250 euro.

Davide Aimonetto

(Foto: Pastorale scolastica diocesana - settore IRC)