UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L'UNIVERSITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Ascolto e dialogo: nelle università accanto ai giovani

L’invito di Galantino a «non appiattirsi sulla maggioranza». Diaco: la necessità di fare sinergia e il ruolo delle associazioni per elaborare progetti. Don Manganello: facciamo nostra la voce dei ragazzi in vista del Sinodo del 2018
18 marzo 2017
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C’è sempre più bisogno di persone che sappiano «stare nella storia in maniera originale ed evangelica». Capaci cioè di «non appiattirsi sulla maggioranza, di non dare nulla per scontato e, come ricorda papa Francesco, di mettere in discussione ciò che è acquisito ». Il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, si è rivolto ai direttori degli Uffici diocesani per la pastorale universitaria, ai cappellani, ai responsabili dei collegi e delle residenze, agli studenti e ai docenti giunti da tutta Italia a Roma invitandoli a «interrogarsi, perché questo permette ad ognuno di dare il proprio contributo specifico, e a porsi in ascolto». «I luoghi di ricerca e di studio, le università, gli spazi dove si vive la fatica del pensiero debole possono aiutarci a non far parte del fiume che scorre, ma a renderci uomini e donne capaci di interrogarsi e porsi problemi», ha detto il segretario della Cei nell’omelia della Messa celebrata in apertura della seconda e ultima giornata del Convegno nazionale di pastorale universitaria organizzato nella Capitale dall’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e dal Servi- zio per la pastorale giovanile (Snpg) della Cei. «Solo gli egoisti, gli arroganti, gli spiriti sazi sfuggono alle domande e rifiutano di cambiare idea», ha scandito Galantino, per il quale invece è necessario «metterci davanti alla storia per rispondere in modo coerente, anche se questo a volte può costare fatica». Nello specifico, è importante dunque «sviluppare ulteriori percorsi per accompagnare gli universitari », cercando «di entrare in dialogo affinché ci sia uno scambio di risorse e un arricchimento specifico», ha auspicato il vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha portato il suo saluto ai partecipanti al Convegno.

La necessità di trovare convergenze, del resto, è la priorità individuata nel corso della due giorni di riflessione e confronto sulla pastorale universitaria, che, secondo Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università, è stata utile per «guardare a noi stessi, a come è il nostro servizio, e verificarlo alla luce degli insegnamenti del Papa e degli appelli che arrivano dal mondo». Tirando le fila del dibattito e di quanto scaturito dai lavori di gruppo, Diaco ha sottolineato che «tra le strade da percorrere con più decisione c’è senza dubbio quella della sinergia, in un’ottica che privilegi la sussidiarietà». Ecco perché, ha aggiunto, è fondamentale «che le associazioni tornino a dare il proprio contributo sull’idea di università» e si lavori per far conoscere e diffondere la rete della pastorale universitaria. Sempre in un atteggiamento di collaborazione e di comunione, specialmente perché l’orizzonte è quello del Sinodo del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Questo appuntamento «ci deve spronare a passare dalla tradizione all’esperienza di fede», ha rilevato don Gero Manganello, numero due del Snpg, che ha esortato a «rileggere le pratiche della pastorale giovanile, che riguarda anche la pastorale universitaria, scolastica e vocazionale, nelle diocesi per capire come proiettarci nel futuro». Non a caso, ha concluso, «il cammino della Chiesa italiana verso il Sinodo, che inizierà ufficialmente con la Domenica delle Palme, sarà scandito da tre momenti: l’analisi delle pratiche pastorali, l’ascolto dei giovani sul territorio e un’esperienza di pellegrinaggio nell’estate del 2018 che convergerà a Roma in una grande veglia di preghiera per il Sinodo ».

Stefania Careddu

Avvenire, 18 marzo 2017